I nove giorni

A 14 anni, dopo essere stato un ballerino di danza classica, ho deciso di fare palestra. Nel mio paese, in Ucraina, ti devi fare valere non solo con le parole, altrimenti gli altri ti considerano o un invalido o uno schiavo-collaborazionista, solo se sai difenderti hai onore. Fare palestra era importantissimo per me.

A 14 anni mia madre mi ha portato in Ucraina, non volevo andare con lei, avevo la scuola qui, andavo bene a scuola e avevo gli amici. Ma la situazione con mia madre era diventata insostenibile e così mi ha mandato là. Sono andato a vivere con mia nonna, ma anche lei mi trattava male, non mi lasciava fare niente. Non potevo neanche aprire un tubetto di latte concentrato… un giorno per questa cosa del latte concentrato sono scappato di casa.

Sono scappato da mia nonna, da mia zia e anche da mia madre, ho dormito per strada, ho cercato riparo in un luna park di notte, dietro il bancone dei popcorn, nella sala d’attesa di un monte di pegni, sulle panchine del parco, sono finito alla polizia e la polizia in Ucraina non crede mai ai ragazzi. 

Hanno chiamato mia madre e lei è stata capace di recitare davanti a loro. Io non lo sopportavo e così… sono finito in manicomio… Ho visto cose terribili. Mi hanno messo in un collegio per ragazzi problematici lì ci sono stato per nove giorni, i novi giorni più duri e terribili della mia vita.